LA STORIA

ORIGINI:

Notizie certe sull'esatta origine del Cao de Agua non ci sono, tranne che deve essere considerata una razza molto antica. Secondo alcune fonti questo cane risale ai cani d'acqua che, nel VI secolo a.c., nel Golfo Persico, erano considerati sacri e che furono portati nella penisola iberica dai Fenici. Secondo altre fonti sarebbe il discendente di un pastore marocchino, arrivato attraversando lo stretto di Gibilterra, al seguito degli arabi: nella Penisola Iberica si sarebbe poi incrociato con razze locali dando origine a razze come il Cao de Agua in Portogallo ed il Barbet in Francia. In ogni caso, pare che abbia avuto un passato di conduttore delle greggi.

Successivamente imbarcato sulle navi arabe nelle spedizioni di conquista, si era ingegnato ed adattato a lavori che giustificassero la sua presenza accanto all'uomo. La trasformazione del Cao de Agua da montanaro a marinaio è così avvenuta nel tempo e la sua abilità nell'apprendere, unita alla sua indipendenza e forte volontà di azione ne ha fatto per anni un compagno di mozzi e pescatori. La sua energia l'ha portato a svolgere compiti non facili come avvistare banchi di pesci e squali, fare da spola da una barca all'altra, riacciuffare i pesci sfuggiti alle reti, reggere le gomene, tirare le cime delle barche al rientro in porto, fare la guardia alle cassette di pesce e non ultimo il salvataggio di persone, documentato su libri storici.

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SVILUPPI:

Negli equipaggi più grandi, al cane veniva addirittura corrisposto uno "stipendio" in percentuale, un quarto in danaro più un quinto del pescato e il capitano affidava il gruppo di Cao de Agua a persona fidata perché fossero ben accuditi.

Con l'avvento delle nuove tecnologie, la pesca piano piano non ha più avuto bisogno di loro e pochi esemplari sono sopravvissuti da singoli pescatori. 

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La razza fa il suo primo ingresso nell'esposizione Internazionale di Lisbona nel 1934 con due esemplari, sotto il nome di Barbedos, presentati nella loro tradizionale acconciatura leonina. Uno era bianco e l'altro nero. I loro nomi Cacio e Garçon. Questi cani suscitarono l'interesse di Vasco Bensaude, skipper e proprietario di un vasto impero commerciale di vascelli mercantili, oltre che segretario generale del Club Portoghese Cinofilo. Insieme ad altri appassionati si interessò al loro recupero cercandoli tra i pescatori dell'Algarve e riuscendo con grande fatica ad avere i primi soggetti. Infatti i pochi pescatori che ancora ne possedevano qualche esemplare, li ritenevano così indispensabili da non voler vendere nemmeno i cuccioli, che solo rare volte venivano regalati in segno di grande dono. I primi soggetti recuperati erano Nero e Venesa, a cui hanno fatto seguito Leao e Dina. Leao si distingueva su tutti per il suo essere inusuale e sul suo modello è stato redatto lo standard ufficiale del Cao de Agua. La prima cucciolata registrata della storia, nel maggio del 1937, è proprio tra Leao e Dina che, a giusto titolo, si possono considerare i fondatori ufficiali della razza.

LEAO - (non toelettato)

LEAO - (toelettato alla "leonina")

LO STATO DELLA RAZZA:

Negli anni seguenti il Cao de Agua in Portogallo ha avuto sviluppo ed interesse, fino ad arrivare agli anni '70, dove, a seguito di vicissitudini interne, ha rischiato l'estinzione. Oggi si contano molti allevatori ed appassionati e molte sono le attività sportive legate alla razza. Il primo cucciolo esportato dal Portogallo in America risale all'anno 1968, e nel tempo, anche se faticosamente, ha sviluppato la sua fama e diffusione. Nel Sud America vive qualche estimatore e ancora è da considerarsi razza rarissima, così come nell'Africa con pochissimi esemplari presenti nello stato sudafricano. In Italia, il primo soggetto è entrato con il Sig. Orselli nella metà degli anni '70. Dopo tale data solo due allevatori si sono interessati alla sua diffusione senza successo. L'allevamento è ripartito fattivamente, con la prima cucciolata della Sig.ra Fabiana Bazzani nel 1996 con l'affisso FCI Do Lusiadas. In Europa si conta la presenza del Cao De Agua in tutti gli stati: Olanda, Belgio, Svezia, Norvegia, Inghilterra, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Germania, con grande interesse ed apprezzamento, come la razza merita, ad eccezione della Francia e della Spagna, dove attualmente è ancora poco conosciuta.